Nella sfida tra le due deluse della UEFA Nations League, è la Francia a conquistare il terzo gradino del podio, battendo la Germania 2-0 alla MHPArena di Stoccarda. Un match che ha visto i padroni di casa di Julian Nagelsmann partire forte, ma incapaci di concretizzare, lasciando poi spazio alla qualità e alla cinicità dei Bleus.
L’avvio della Germania è stato fulminante: nei primi sei minuti, due nitide occasioni con Woltemade e Adeyemi, entrambi però bloccati dalle pronte risposte di un attento Maignan. Al 21′, arriva il primo squillo della Francia con Cherki, che impegna severamente ter Stegen, costretto a una parata prodigiosa. Intorno alla mezz’ora, un calcio di rigore inizialmente assegnato ai tedeschi viene revocato dal VAR dopo revisione. La Die Mannschaft insiste: al 36′ Wirtz sfiora il palo da due passi e al 44′ Woltemade si trova ancora a tu per tu con Maignan, che ha nuovamente la meglio. Un minuto dopo, però, la Francia rompe l’equilibrio: Tchouameni serve magistralmente Mbappé, che, entrato in area, trafigge ter Stegen con la sfera che accarezza il palo prima di insaccarsi. 0-1 per i transalpini.
Ad inizio ripresa, la Germania trova il pareggio con Undav, ma ancora una volta è il VAR a strozzare l’urlo dei tifosi tedeschi, annullando la rete per fuorigioco. La Francia sfiora il raddoppio al 59′ con Thuram, il cui tiro scheggia il palo, e al 70′ lo stesso attaccante dell’Inter vede una gran conclusione respinta da ter Stegen. La squadra di Didier Deschamps insiste, sfiorando la rete in altre due occasioni con Mbappé, prima di chiudere definitivamente i conti. Il fenomeno del Real Madrid si invola in contropiede e serve al centro dell’area un solitario Olise, che deve solo spingere il pallone in rete: 0-2!
Il risultato finale premia la concretezza della Francia, che, pur subendo il pressing iniziale tedesco, ha saputo colpire nei momenti chiave. La Germania, nonostante le numerose occasioni create, ha pagato la scarsa precisione sotto porta e la sfortuna con le decisioni del VAR. La Francia si aggiudica così il terzo posto, lasciando alla Germania l’amaro in bocca per una prestazione a tratti convincente, ma priva di quel cinismo necessario per portare a casa il risultato.