La presenza in città del presidente Rosario Pelligra era stata accolta con un misto di speranza e curiosità. L’arrivo del massimo dirigente rossazzurro faceva presagire un’accelerazione sul fronte della programmazione e, soprattutto, una maggiore chiarezza sulle strategie del Catania FC per la prossima stagione. Invece, a diversi giorni dal suo sbarco ai piedi dell’Etna, le risposte che la piazza attende con impazienza continuano a latitare, alimentando un senso di incertezza e, per molti, una crescente insofferenza.
Ci si aspettava una conferenza stampa per illustrare i piani futuri, delineare gli obiettivi e presentare, finalmente in via ufficiale, le figure chiave del nuovo assetto societario. In particolare, il pubblico e gli addetti ai lavori attendono la presentazione formale del nuovo direttore generale, Alessandro Zarbano, la cui nomina, pur data per certa, non ha ancora ricevuto il crisma dell’ufficialità con un incontro pubblico. Un passaggio che, in una realtà passionale come quella catanese, è fondamentale per creare un legame e trasmettere fiducia.
Ma le perplessità non si fermano qui. La questione del direttore sportivo rimane avvolta nella nebbia. Sebbene il nome di Ivano Pastore sembri essere quello designato per ricoprire il ruolo cruciale di DS, considerata l’inspiegabile seprazione con Daniele Faggiano, l’ultimo dei colpevoli per la deludente passata stagione, manca ancora qualsiasi tipo di ufficializzazione o chiarimento da parte della società. Un ruolo così strategico, responsabile della costruzione della squadra e delle scelte tecniche, non può rimanere indefinito in un periodo così cruciale come quello che precede l’apertura del calciomercato. L’assenza di un DS operativo e ufficialmente presentato rallenta inevitabilmente le operazioni e lascia spazio a dubbi sulla rapidità e l’efficacia delle mosse future.
Questa mancanza di comunicazione trasparente e tempestiva, nonostante la presenza del presidente in loco, genera un cortocircuito nel rapporto con i tifosi, che desiderano partecipazione e chiarezza dopo un’annata altalenante. Il tempo stringe, la concorrenza non aspetta, e la piazza di Catania chiede a gran voce che la fase dei silenzi e delle attese si concluda, per dare il via a una programmazione decisa e condivisa, qualora la proprietà ne abbia ancora l’interesse, sempre che ci sia mai stato.