L’ex Ct dell’Italia Roberto Mancini, in un’intervista alla “Gazzetta dello Sport“, ha fatto alcune importanti dichiarazioni sulla Nazionale: “La Nazionale? Nel calcio capitano situazioni e momenti così. Il problema è che se ne sono accavallati due o tre. Più stupito di come sia finita con Spalletti o di com’è andata con Ranieri? Sinceramente non ho i mezzi per rispondere, dovrei conoscere i fatti nel dettaglio e non è così. E poi sono cose che riguardano altri allenatori, non mi sembra giusto entrarci“. Sul suo addio all’Italia: “Se io e Gravina avessimo parlato di più in quelle settimane, e anche prima, per chiarire certe situazioni, non sarebbe successo nulla. Ma a volte si decidono anche cose sbagliate. È vero che non sentivo più la fiducia di prima, ma dovevo parlarne con il presidente: potevo farlo, questa è la mia colpa!”. Su un suo eventuale ritorno in Azzurro, Mancini apre le porte: “Un motivo per cui tornerei? Perché per un allenatore non c’è cosa più bella che guidare la Nazionale: io ho vinto con i club, ma se vinci con l’Italia è un’altra cosa. E perché si tornerebbe sempre dove si è stati felici. Che per me sarebbe una bella sfida non ci sono dubbi. Anche un bel rischio, sì. Ma a volte bisogna prenderselo qualche rischio, no?”. Sulla qualificazione al Mondiale 2026: “Io sono convinto che ci siano tutti i mezzi necessari per essere al Mondiale fra un anno. Anzi, sono abbastanza sicuro che ci andremo!” Sul suo rapporto con Gravina, crede che sia ricomponibile? “C’è spazio per ricomporre con Gravina? Non credo sarebbe un problema. Ci siamo già visti, ci siamo parlati, il presidente sa che nella vita si fanno anche errori.” Sulla vittoria dell’Europeo: “Vincere quell’Europeo è stato un miracolo? Sicuramente qualcosa di molto particolare, e in un momento difficile.” Sui giovani nel campionato italiano: “Che oggi il calcio italiano non sia quello di venti trent’anni fa è vero, com’è una realtà il fatto che la proporzione italiani-stranieri nelle squadre si sia capovolta. Che non diamo abbastanza spazio ai giovani: di sicuro a 16 anni non li facciamo giocare come succede altrove. E che ai ragazzini mancano le tre-quatto ore di pallone con gli amici, prima di andare a fare i tre allenamenti settimanali con la squadra. In Argentina, Brasile, Uruguay li vedi giocare in strada; in Italia molto meno, ormai. Pafundi? Per me questo è un mistero del calcio, non riesco a capire come possa non giocare in Serie A.” La Federcalcio Italiana sta sondando il campo per il nuovo allenatore che sostituirà l’esonerato Spalletti, Mancini è tra i papabili anche se nelle ultime ore in cima alla lista di Gravina sembra esserci Gattuso.